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Europa: arriva la riforma anti-evasione IVA?

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Pubblicato da in Pneumatici ·


150 miliardi di euro solo nel 2015. Questa è la cifra, enorme, a cui ammonta l’evasione IVA in Europa in un solo anno, il 2015. L’Italia ha contribuito per 35 miliardi di euro, il valore più alto di tutto il vecchio continente. Tutto questo, però, sembra stia finalmente per cambiare. Nei giorni scorsi, infatti, il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici ha presentato un progetto che modifica radicalmente la raccolta dell’Iva nelle transazioni transfrontaliere, spostandola dal paese di destinazione al paese di origine.

“Le regole attuali non solo sono provvisorie, ma hanno contribuito a una elevata tendenza alla frode – ha spiegato il commissario Moscovici a Il Sole 24 Ore. “Per di più non sono adatte a un’economia nella quale l’industria digitale è sempre più importante, segnata da beni spesso immateriali, da una produzione delocalizzata e da una presenza aziendale nei singoli Paesi solo virtuale. La nostra riforma dovrebbe ridurre dell’80% il mancato gettito annuo causato da azioni fraudolente nelle transazioni transfrontaliere”.

Oggi la legge prevede che in uno scambio commerciale tra stati dell’Unione, nel Paese di origine del bene o del servizio la transazione venga esonerata dall’Iva, con l’imposta che viene versata nel Paese di destinazione. Questo sistema ha contribuito alla nascita di numerose frodi, come le ben note “carosello”, con cui le aziende riescono a raccogliere l’Iva in un paese senza poi versarla in quello di destinazione.

La proposta, che dovrà essere approvata da Consiglio e Parlamento, prevede invece la raccolta dell’Iva da parte del Paese di origine che poi la verserà al Paese di destinazione, sulla base della sua aliquota. In pratica si tasseranno le vendite dei beni a partire da un paese nell’Ue verso altri come se fossero beni venduti all’interno di uno solo Stato membro, semplificando la procedura e rendendola molto più sicura riguardo le frodi.

La proposta, se approvata, richiederà un ambizioso investimento informatico e per questo motivo dovrebbe entrare in vigore non prima del 2022.




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